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Come in una favola

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In punta di piedi sono entrata nella favola. Ho camminato lentamente. Attenta a non far cadere niente. E a bocca aperta mi sono immedesimata. Sono entrata tra le pennellate e le lacerazioni. Ho viaggiato con la mente e mi sono lasciata trasportare. Barche. Cravatte. Uova. Oggetti sublimati dalla creatività pur carichi di rimandi dalla simbologia univoca ma, nel contempo, poliedrica, rappresentano il non/tempo dell'artista. La stanza satura raccoglie tesori da scoprire. Ma forse ancora non è giunto il tempo. Il maestro non parla. Lavora. Calmo. Osserva.

Calabria nemica dei calabresi

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Ci sono delle realtà territoriali in cui si è sudditi a prescindere dalle potenzialità culturali e dalla valenza. A decidere sono volontà calate dall'alto. Dominus che decidono chi è degno di essere ascoltato, visionato e chi non lo è. L'artista, per alcuni, e il prodotto artistico devono venire da fuori altrimenti non fa notizia. Soffriamo di provincialismo cronico! Non è una sindrome. è un dato di fatto! Eppure conosco tantissimi artisti locali degni di essere proposti alla platea che dice di interessarsi e capire di cultura. Invece no! Stando a quanto accade da sempre, salvo rarissimi casi, qualcuno o qualcosa ha deciso che a partire dalla musica, per essere visibile in Calabria e a Catanzaro in particolare modo, non si deve parlare calabrese ad eccezione della taranta e della pizzica perché queste sono espressioni della cultura folk locale. I paesaggisti e i pittori figurativi tecnicamente bravi che colgono squarci da cartolina e li copiano sulle tele, se ...

SOTTOPELLE

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Sognatore? Non direi. È ciò che sento ogni volta che entro nello studio del maestro Mario Iannino. I suoi lavori e le sue parole mi convincono di essere in un luogo altro, lontano dalle logiche mercantili degli ignoranti. Di quelli che dicono: “hai mercato? no. E allora perché dovrei comprare un tuo quadro?”. In effetti è ben altro il lavoro creativo! Giocare con la conoscenza, come dice il maestro, significa abbandonare schemi mentali prestabiliti. Conservare le esperienze. Riprenderle e farle proprie per suggerire nuove poetiche. È un po' come la curiosità immacolata di chi osserva le nuvole con occhi ingenui, propensi ai suggerimenti repentini e cangianti delle forme sospinte e plasmate dal vento. I “sottopelle” sono questo e altro. Suggeriscono libertà associative mutevoli. Proteggono liberi pensieri, idee, sogni. Associano il già visto, creando, in divenire nuove possibili visioni. "sottopelle" polimaterico su cartone intelaiato       ...

nello studio del maestro Mario Iannino

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ale immacolato che riesce ad acchiappare l'essere di chi lavora e osserva l'opera e che si traduce in opera d'arte. Che sia figurazione o arte gestuale; installazione; rivisitazione e quant'altro l'importante è che riesca a farci mettere in sintonia col cosmo e diventi cervello e poesia, come se fosse la prima volta. L'esperienza annulla gli errori ma non può sopperire all'assenza della creatività e dell'onestà intellettuale degli operatori che enfatizzano gli eventi. Quando il lavoro è svolto esclusivamente per apparire, chi si espone, mascherando di concetti altisonanti e condendoli di verve citazionista, l'assenza della poesia visiva e dell'onestà salta agli occhi. Intanto il mercato generalista e un certo tipo di figuri diseducano le menti coi loro assiomi: artista+ opera+ quotazione= valore commerciale e, quindi, culturale. Ma chi conosce la vita degli artisti, le loro tesi, il loro comportamento, sa bene che non funzion...

Oltre Rotella

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Ciao! È da tanto che non ci si vede . È .. è passato molto tempo dall'ultima volta che mi hai fatto visita. Oltre un anno... che si dice? Niente di chè. Si lavora. Si osserva. Si sperimenta. Si medita. Ho letto che stai facendo nuovi lavori improntati sulla poetica di Rotella. Non esattamente: osservo i suggerimenti degli squarci pubblicitari. E intervengo. Inserisco i miei simboli per rimandare, attraverso le metafore ad esse connesse, alla saggezza dei sogni dimenticati. Mimmo Rotella incollava tre manifesti uno sull'altro e dopo interveniva. Strappava e lacerava la carta finché non venivano in superficie lettere e volti che rimandavano a citazioni, ricordi e atmosfere poetiche che trovavano dimora nella pubblicità delle locandine dei film. Io prendo spunto della sua intuizione zen, come la definiva il Maestro, e vado oltre. Medito sulla inconsistenza del tempo e delle azioni umane. Della futilità linguistica affidata al mercato della pubblicità. E questi l...

Arte e profezia

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1 maggio 1978. così è datata la tela 50x60 qui riprodotta. È un lavoro eseguito con i colori ad olio da Mario Iannino dieci anni dopo la rivoluzione studentesca e operaia. courtesy Mario Iannino, olio su tela 50x60, "primo maggio" È un lavoro ben impostato, con cromie graduali che raggiungono quasi i valori della monocromia. Elegante e ben strutturato nella sintesi grafica suggerisce sequenze coercitive visive, ideologiche e reali. Punti di arresto obbligati che limitano le libertà individuali e collettive dei lavoratori risvegliatisi dal decennale letargo. "A soli dieci anni di distanza le intenzioni ideologiche che spinsero alla rivoluzione culturale sembrano irrimediabilmente vanificati. Fagocitati e assorbiti dalla girandola degli affari. Dai compromessi. La borghesia capitalista ha saputo assorbire e pilotare i dogmi delle organizzazioni ed in parte le organizzazioni stesse strutturatesi dopo quegli anni intrisi di idealismi e buoni propositi." (...

dagli impressionisti alle nuove tendenze

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cortese concessione Mario Iannino