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Calabria nemica dei calabresi

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Ci sono delle realtà territoriali in cui si è sudditi a prescindere dalle potenzialità culturali e dalla valenza. A decidere sono volontà calate dall'alto. Dominus che decidono chi è degno di essere ascoltato, visionato e chi non lo è. L'artista, per alcuni, e il prodotto artistico devono venire da fuori altrimenti non fa notizia. Soffriamo di provincialismo cronico! Non è una sindrome. è un dato di fatto! Eppure conosco tantissimi artisti locali degni di essere proposti alla platea che dice di interessarsi e capire di cultura. Invece no! Stando a quanto accade da sempre, salvo rarissimi casi, qualcuno o qualcosa ha deciso che a partire dalla musica, per essere visibile in Calabria e a Catanzaro in particolare modo, non si deve parlare calabrese ad eccezione della taranta e della pizzica perché queste sono espressioni della cultura folk locale. I paesaggisti e i pittori figurativi tecnicamente bravi che colgono squarci da cartolina e li copiano sulle tele, se ...

nello studio del maestro Mario Iannino

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ale immacolato che riesce ad acchiappare l'essere di chi lavora e osserva l'opera e che si traduce in opera d'arte. Che sia figurazione o arte gestuale; installazione; rivisitazione e quant'altro l'importante è che riesca a farci mettere in sintonia col cosmo e diventi cervello e poesia, come se fosse la prima volta. L'esperienza annulla gli errori ma non può sopperire all'assenza della creatività e dell'onestà intellettuale degli operatori che enfatizzano gli eventi. Quando il lavoro è svolto esclusivamente per apparire, chi si espone, mascherando di concetti altisonanti e condendoli di verve citazionista, l'assenza della poesia visiva e dell'onestà salta agli occhi. Intanto il mercato generalista e un certo tipo di figuri diseducano le menti coi loro assiomi: artista+ opera+ quotazione= valore commerciale e, quindi, culturale. Ma chi conosce la vita degli artisti, le loro tesi, il loro comportamento, sa bene che non funzion...

Oltre Rotella

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Ciao! È da tanto che non ci si vede . È .. è passato molto tempo dall'ultima volta che mi hai fatto visita. Oltre un anno... che si dice? Niente di chè. Si lavora. Si osserva. Si sperimenta. Si medita. Ho letto che stai facendo nuovi lavori improntati sulla poetica di Rotella. Non esattamente: osservo i suggerimenti degli squarci pubblicitari. E intervengo. Inserisco i miei simboli per rimandare, attraverso le metafore ad esse connesse, alla saggezza dei sogni dimenticati. Mimmo Rotella incollava tre manifesti uno sull'altro e dopo interveniva. Strappava e lacerava la carta finché non venivano in superficie lettere e volti che rimandavano a citazioni, ricordi e atmosfere poetiche che trovavano dimora nella pubblicità delle locandine dei film. Io prendo spunto della sua intuizione zen, come la definiva il Maestro, e vado oltre. Medito sulla inconsistenza del tempo e delle azioni umane. Della futilità linguistica affidata al mercato della pubblicità. E questi l...