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Visualizzazione dei post con l'etichetta arte contemporanea

Migrazioni e ambagi in arte

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"come pesci" Da diversi giorni sta lavorando sullo stesso pannello. La sintesi iniziale è implementata da successive rivisitazioni cromatiche e assemblaggi che rimandano al dramma dei morti in mare e di quanti ancora sofferenti ma in vita sperano in un approdo amichevole. Un porto sicuro al riparo dai soprusi e dagli abusi degli aguzzini che fino all'ultimo imbarco hanno dovuto subire. La tratta degli schiavi è la nuova guerra. La guerra tra ricchezza e povertà. Campi di battaglia in cui molti bivaccano per saziare i propri istinti famelici spinti dall'egoismo e dalla fame. Una guerra combattuta e subita. Distorta dalle teorie di certi personaggi ottusi in cui non si comprende dove finisce la stupidità e inizia la cattiveria umana o il calcolo elettorale dei nuovi dittatori. E intanto le persone imbarcate dai machiavelli contemporanei soffrono, alcuni muoiono e altri sognano, sperano nella bontà delle civiltà evolute. Paesi acculturati, retti dalla storia e ...

Come in una favola

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In punta di piedi sono entrata nella favola. Ho camminato lentamente. Attenta a non far cadere niente. E a bocca aperta mi sono immedesimata. Sono entrata tra le pennellate e le lacerazioni. Ho viaggiato con la mente e mi sono lasciata trasportare. Barche. Cravatte. Uova. Oggetti sublimati dalla creatività pur carichi di rimandi dalla simbologia univoca ma, nel contempo, poliedrica, rappresentano il non/tempo dell'artista. La stanza satura raccoglie tesori da scoprire. Ma forse ancora non è giunto il tempo. Il maestro non parla. Lavora. Calmo. Osserva.

SOTTOPELLE

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Sognatore? Non direi. È ciò che sento ogni volta che entro nello studio del maestro Mario Iannino. I suoi lavori e le sue parole mi convincono di essere in un luogo altro, lontano dalle logiche mercantili degli ignoranti. Di quelli che dicono: “hai mercato? no. E allora perché dovrei comprare un tuo quadro?”. In effetti è ben altro il lavoro creativo! Giocare con la conoscenza, come dice il maestro, significa abbandonare schemi mentali prestabiliti. Conservare le esperienze. Riprenderle e farle proprie per suggerire nuove poetiche. È un po' come la curiosità immacolata di chi osserva le nuvole con occhi ingenui, propensi ai suggerimenti repentini e cangianti delle forme sospinte e plasmate dal vento. I “sottopelle” sono questo e altro. Suggeriscono libertà associative mutevoli. Proteggono liberi pensieri, idee, sogni. Associano il già visto, creando, in divenire nuove possibili visioni. "sottopelle" polimaterico su cartone intelaiato       ...

nello studio del maestro Mario Iannino

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ale immacolato che riesce ad acchiappare l'essere di chi lavora e osserva l'opera e che si traduce in opera d'arte. Che sia figurazione o arte gestuale; installazione; rivisitazione e quant'altro l'importante è che riesca a farci mettere in sintonia col cosmo e diventi cervello e poesia, come se fosse la prima volta. L'esperienza annulla gli errori ma non può sopperire all'assenza della creatività e dell'onestà intellettuale degli operatori che enfatizzano gli eventi. Quando il lavoro è svolto esclusivamente per apparire, chi si espone, mascherando di concetti altisonanti e condendoli di verve citazionista, l'assenza della poesia visiva e dell'onestà salta agli occhi. Intanto il mercato generalista e un certo tipo di figuri diseducano le menti coi loro assiomi: artista+ opera+ quotazione= valore commerciale e, quindi, culturale. Ma chi conosce la vita degli artisti, le loro tesi, il loro comportamento, sa bene che non funzion...

Oltre Rotella

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Ciao! È da tanto che non ci si vede . È .. è passato molto tempo dall'ultima volta che mi hai fatto visita. Oltre un anno... che si dice? Niente di chè. Si lavora. Si osserva. Si sperimenta. Si medita. Ho letto che stai facendo nuovi lavori improntati sulla poetica di Rotella. Non esattamente: osservo i suggerimenti degli squarci pubblicitari. E intervengo. Inserisco i miei simboli per rimandare, attraverso le metafore ad esse connesse, alla saggezza dei sogni dimenticati. Mimmo Rotella incollava tre manifesti uno sull'altro e dopo interveniva. Strappava e lacerava la carta finché non venivano in superficie lettere e volti che rimandavano a citazioni, ricordi e atmosfere poetiche che trovavano dimora nella pubblicità delle locandine dei film. Io prendo spunto della sua intuizione zen, come la definiva il Maestro, e vado oltre. Medito sulla inconsistenza del tempo e delle azioni umane. Della futilità linguistica affidata al mercato della pubblicità. E questi l...

dagli impressionisti alle nuove tendenze

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cortese concessione Mario Iannino

L'intruso

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Modelli g©ennaio 2015

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sculture di carta