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La quinta barca

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  LA V BARCA-   L'opera "La V barca" di Mario Iannino si presenta come un potente e stratificato assemblaggio polimaterico su cartone, che si inserisce nel solco della ricerca semantica legata ai linguaggi metropolitani e alla critica sociale. Attraverso l'uso di materiali di scarto e frammenti della quotidianità consumistica, l'artista costruisce un microcosmo visivo che rifiuta la celebrazione dell'oggetto tipica della Pop Art e la catalogazione sociologica del Nouveau Réalisme. L'intera composizione è strutturata su una spessa base di cartone ondulato, lasciata parzialmente a vista, che funge da vero e proprio palcoscenico per una stratificazione di elementi eterogenei.

Dust, la polvere di Cattelan

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 Cattelan e De Gregori, cosa li accomuna accomuna? Cattelan ha colto perfettamente l'essenza e la vertigine concettuale dell'opera. Quel "contenitore spegnifuoco" a cui fa riferimento è l'opera Dust (2026) di Maurizio Cattelan appena presentata a Berlino all'interno della sua mostra personale NIGHT alla Neue Nationalgalerie.   La forza del messaggio intrinseco risiede proprio nel cortocircuito temporale e funzionale che lei ha descritto:  

Perché Creare Bellezza?

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  L’Anarchia della Sensibilità.  Ovvero: il Manifesto per un’arte libera dalle vanaglorie L’essere sensibile non ha confini geografici. La sua indole è, per natura, “anarchica” e il suo fare genera una ricchezza che sfugge ai calcoli. Tentare di definire queste figure, ingabbiandole in etichette o spazi circoscritti, è un esercizio riduttivo, per quanto sublime possa essere la poetica che li circonda.

Agli amanti dell’arte, della pittura e della bellezza

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  Cari amici dell’arte,   ho ripreso a scrivere su Web Spazio Arte con lo stesso entusiasmo con cui si riapre una finestra su un paesaggio che non smette mai di stupire. La bellezza — quella che si trova nei colori, nelle forme, nelle storie e negli sguardi — merita di essere condivisa, raccontata, vissuta insieme.   Per questo voglio invitarvi a tornare, a leggere, a commentare, a partecipare.   Che si tratti di pittura, fotografia, scultura, architettura, o semplicemente di tutto ciò che ci emoziona, questo spazio è pensato per chi sente l’arte come un respiro naturale.   Se amate esplorare, riflettere, lasciarvi ispirare, siete nel posto giusto.   Ogni vostro pensiero, ogni confronto, ogni curiosità rende questo blog più vivo, più ricco, più vero.   Vi aspetto tra le pagine, con la stessa benevolenza e passione che fanno crescere ogni comunità autentica.   Lanciamo poetiche da una Calabria che non è più periferia ma cuore...

Click and go

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  Pionieri della manipolazione fotografica includono figure come Oscar Rejlander, Henry Peach Robinson, Man Ray e Jerry Uelsmann, autori che hanno trasformato il fotomontaggio e l’immagine composita in un vero linguaggio artistico.    

Ringraziamenti per gli amici di facebook

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  Grazie, amici. Grazie a tutti voi che oggi avete scelto di condividere con noi questo “compleanno editoriale”, il giorno in cui il nostro spazio su Facebook ha iniziato a respirare, a parlare, a raccontare. Non è una ricorrenza personale, ma la celebrazione di un progetto nato per amore della nostra terra: la Calabria. Ogni parola che pubblichiamo nasce dal desiderio sincero di valorizzare la sua bellezza, la sua storia, la sua anima. Non cerchiamo riconoscimenti individuali: la vera firma è la passione che mettiamo nel raccontare ciò che ci emoziona. E accanto alle meraviglie del territorio, trovano spazio anche riflessioni sociali e politiche che riguardano tutti noi. Non sono prese di posizione di parte, ma analisi nate da chi crede profondamente nell’empatia, nella solidarietà e nel rispetto reciproco. Perché una comunità cresce solo quando si ascolta, si confronta e si sostiene. Il vostro affetto ci commuove, la vostra vicinanza ci dà forza. Vi chiediamo di restare con n...

Migrazioni e ambagi in arte

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"come pesci" Da diversi giorni sta lavorando sullo stesso pannello. La sintesi iniziale è implementata da successive rivisitazioni cromatiche e assemblaggi che rimandano al dramma dei morti in mare e di quanti ancora sofferenti ma in vita sperano in un approdo amichevole. Un porto sicuro al riparo dai soprusi e dagli abusi degli aguzzini che fino all'ultimo imbarco hanno dovuto subire. La tratta degli schiavi è la nuova guerra. La guerra tra ricchezza e povertà. Campi di battaglia in cui molti bivaccano per saziare i propri istinti famelici spinti dall'egoismo e dalla fame. Una guerra combattuta e subita. Distorta dalle teorie di certi personaggi ottusi in cui non si comprende dove finisce la stupidità e inizia la cattiveria umana o il calcolo elettorale dei nuovi dittatori. E intanto le persone imbarcate dai machiavelli contemporanei soffrono, alcuni muoiono e altri sognano, sperano nella bontà delle civiltà evolute. Paesi acculturati, retti dalla storia e ...